Udienza in appello per l’armiere di Como che vede invariata la sua pena. Conferma, quindi, della condanna a trentanni di reclusione per l’omicidio di Giacomo Brambilla. Vicenda nota a tutti i comaschi, iniziata con un delitto e conclusasi con l’orrenda, decapitazione della vittima. La conferma della pena è venuta a Milano in Corte d’Assise d’appello, dove Arrighi ha preso la parola e ha fatto dichiarazioni spontanee in cui ha ammesso di aver  pianificato l’omicidio di Brambilla quel giorno mentre lo stava aspettando. Dopo aver ucciso il Brambilla con tre colpi di pistola, sembra che Arrighi abbia rivolto l’arma verso di se ma non abbia avuto il coraggio di concludere a quel modo la vicenda. Nulla da fare, quindi, per i legali dell’armiere (Ivan Colciago e Francesca Binaghi) che speravano in una riduzione della pena.

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